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In tema di Spesa Sanitaria, le principali misure sono state adottate con la Legge Finanziaria del 2010 (Legge n. 191 del 23 dicembre 2009) che, recependo i contenuti del "Patto per la Salute 2010-2012", ha definito i livelli di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per il triennio 2010-2012, ed ha adottato norme specifiche e stringenti in materia di disavanzi sanitari regionali.
Successivamente, il Decreto Legge n. 78/2010 del 31 maggio 2010 "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica" (la cosiddetta manovra estiva), convertito con modificazioni con la Legge n. 122/2010 del 30 luglio 2010, e la Legge 220/2010 del 13 dicembre 2010 (Legge di Stabilità 2011), hanno modificato la pianificazione delle risorse previste dal "Patto per la Salute 2010-2012", introducendo variazioni rilevanti, anche in tema di spesa farmaceutica.
La Spesa Sanitaria per il 2010 è stata stimata pari a circa 110,0 miliardi di euro, rispetto a 109,7 del 2009.
A fronte della Spesa corrente, il Finanziamento del 2010 stanziato è stato pari a 106,2 miliardi di euro.
Il deficit sanitario per il 2010 ammonterebbe, quindi, a circa 3,8 miliardi di euro.
Una delle maggiori novità introdotte dal "Patto per la Salute 2010-2012" e recepite dalla Legge Finanziaria 2010, è stato il provvedimento di impignorabilità dei crediti sanitari per le regioni che avevano sottoscritto Piani di Rientro dal debito.
Nel febbraio 2010, l'approvazione del maxiemendamento sul "milleproroghe" ha permesso di sbloccare la norma sui pignoramenti dei crediti nei confronti delle ASL, nelle regioni soggette a piano di rientro dal deficit sanitario. Anziché un anno, come previsto dalla Legge Finanziaria 2010 e dal "Patto per la Salute 2010-2012", lo "stop" è durato solo due mesi: infatti, dal mese di marzo 2010, i fornitori del Servizio Sanitario Nazionale avevano avviato le loro normali procedure legali.
Il nuovo "stop" ai pignoramenti è arrivato con l'articolo 11 del Decreto Legge n. 78/2010: in base a tale decreto, non potevano essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni sottoposte ai Piani di Rientro dai disavanzi sanitari e già commissariate.
Con la Legge 220/2010, il blocco dei pignoramenti è stato esteso fino al 31 dicembre 2011.
Per l'anno 2011, il Fondo Sanitario da ripartire alle regioni è pari a 106,5 miliardi di euro.
Tale ammontare è suddiviso tra:
- il fondo indistinto, destinato al finanziamento e lerogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), per 103,9 miliardi di euro;
- le quote finalizzate e vincolate, per 2,6 miliardi di euro.
La modalità di riparto del Fondo Sanitario 2011 è più complesso rispetto agli anni precedenti, in quanto si sovrappone all'approvazione del federalismo fiscale. Inoltre, il 2011 sarà anche il primo anno "benchmark" per i cosiddetti costi standard che partiranno nel 2013. L'obiettivo di tutte le regioni, pertanto, è di "incassare" il più possibile, e comunque non meno dell'anno precedente. A tal fine, le regioni del sud spingono per introdurre nuovi indicatori per il riparto, come la "deprivazione" (povertà e condizioni socio-economiche svantaggiate) oltre all'età della popolazione.
In data 21 gennaio 2011, con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, si è concluso il primo passo relativo al nuovo Piano Sanitario Nazionale per il triennio 2011-2013. Il Piano è destinato al miglioramento di alcuni aspetti strategici del sistema sanitario pubblico: dalla ricerca alle nuove tecnologie, dalla sicurezza delle cure alla farmaceutica, fino all'accreditamento delle strutture, con l'obiettivo di migliorarne l'efficienza e la qualità nei servizi alle persone.
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